C’è un momento, tra settembre e ottobre, in cui l’autunno sembra fermarsi un attimo prima di entrare nel vivo. Il cielo resta limpido, le giornate tiepide e la luce ha quella qualità dorata che fa venir voglia di stare ancora all’aperto. È l’Ottobrata, la “seconda estate” che ci regala qualche settimana di tepore dopo il primo fresco settembrino. Un fenomeno meteorologico – certo – ma anche un piccolo rito collettivo, un invito a godersi gli ultimi raggi di sole prima che arrivi l’inverno. E anche se le sue origini sono profondamente romane, oggi l’Ottobrata è diventata un modo di dire nazionale, un simbolo di convivialità e lentezza, di tavole imbandite e brindisi sotto un cielo ancora azzurro.

Da dove ha origine l’Ottobrata

Il termine “Ottobrata” nasce a Roma, tra la fine del Settecento e l’Ottocento, quando le famiglie cittadine si concedevano scampagnate domenicali dopo la vendemmia. Carrozze addobbate, cestini pieni di cibo, fiaschi di vino e strumenti musicali: era la festa popolare per eccellenza. Si partiva dai rioni per raggiungere i Castelli Romani o il quartiere Testaccio, tra balli, canti e lunghe tavolate all’aperto. Col tempo, la parola è uscita dal vocabolario delle feste per entrare in quello della meteorologia, a indicare proprio quel periodo di tempo stabile e caldo che spesso ci accompagna a ottobre. Ma lo spirito è rimasto lo stesso: una celebrazione della bellezza del vivere all’aperto e del mangiare insieme, con quel pizzico di nostalgia per l’estate che se ne va.

Com’è la classica Ottobrata a tavola?

Se un tempo le ottobrate romane si celebravano con trippa alla romana, coda alla vaccinara, castagne arrostite e tanto vino, oggi ogni regione ha la sua versione del banchetto autunnale. In Emilia-Romagna, per esempio, la tavola si riempie di tagliatelle fatte in casa, funghi, zucca e pesce fresco dell’Adriatico. È un modo per vivere l’Ottobrata anche qui, sulla costa di Cervia, gustando i sapori del territorio in una stagione che sa ancora di sole. E noi del Ristorante Ranch lo sappiamo bene: l’autunno è il momento perfetto per riscoprire la cucina romagnola più autentica. La nostra è fatta di ingredienti a km 0, paste tirate a mano, pizze lievitate 72 ore (anche senza glutine), ricette di pesce e una cantina con oltre 300 etichette di vini per abbinamenti sempre perfetti. E se ami un tocco più fresco, i nostri cocktail sono pronti a raccontarti l’Ottobrata in chiave moderna, tra profumi di agrumi e note di erbe aromatiche.

Una pausa prima di rincontrarci in primavera

La nostra Ottobrata però non possiamo trascorrerla con voi. Come ogni anno infatti anche noi ci prendiamo un momento di pausa per ricaricare le energie e prepararci alla prossima stagione. Il Ranch è chiuso dal 29 settembre, ma torneremo in primavera con tutta la nostra squadra, nuove idee e lo stesso entusiasmo di sempre. Nel frattempo, continuiamo a vivere insieme questa Ottobrata: godiamoci il sole, il buon cibo e la compagnia delle persone che amiamo. E voi continuate a seguirci sui social e qui sul blog: il viaggio del gusto non si ferma mai, e anche durante la chiusura vi racconteremo storie, curiosità e sapori che sanno di Romagna e di libertà.